Sintesi dell’articolo di Fritjof Cara, Corriere della Sera, 17 novembre 2024
Fritjof Capra, fisico e teorico dei sistemi, ci invita alla riflessione su come possiamo riscoprire la nostra saggezza perduta attraverso un profondo cambio di prospettiva: dal vedere il mondo come una macchina al comprenderlo come una rete, nella speranza che questa visione della vita possa divenire conoscenza condivisa.
La crescita continua
Secondo Capra, ci troviamo nel bel mezzo di una grande competizione tra l’ingegno umano e l’avidità aziendale, e per salvare la civiltà umana, dobbiamo attuare strategie urgenti. I nostri sistemi economici, infatti, non possono crescere in modo perpetuo. In natura, la crescita è una caratteristica intrinseca alla vita, ma non è né lineare né illimitata. La crescita che dovrebbe essere promossa è quella qualitativa, che migliora la qualità della vita attraverso un processo continuo di rigenerazione, in contrapposizione alla crescita quantitativa misurata dal PIL, che oggi guida l’economia globale. La crescita qualitativa, secondo Capra, non si misura in termini di quantità, ma in termini di benessere e sostenibilità.
La nostra intelligenza
Capra approfondisce anche il concetto di intelligenza. Per lui, la vita è intrinsecamente intelligente, e con il termine “intelligenza” si riferisce non solo al cervello, ma alla capacità degli organismi di interagire con l’ambiente. Ogni organismo, rispondendo alle influenze ambientali, apporta cambiamenti strutturali autonomi, anche senza avere un cervello. Le ricerche recenti sull’intelligenza delle piante e dei funghi supportano questa visione, mostrando che l’intelligenza non è esclusiva degli esseri con un sistema nervoso centrale. Tuttavia, l’esperienza cosciente, come la comprensione di concetti astratti, si manifesta solo in organismi con complessità cognitiva avanzata, come nel caso degli esseri umani.
La saggezza perduta
Secondo Capra, la nostra saggezza è diminuita drasticamente. Una società che misura il suo valore principalmente in termini di guadagni economici, ignorando il benessere umano e distruggendo l’ambiente, non può essere definita davvero “intelligente”. La vera intelligenza, secondo Capra, implica una visione olistica, che considera l’equilibrio tra crescita, benessere e sostenibilità. Un altro tema aperto nell’intervista è quello legato all’intelligenza artificiale: quali sono i rischi connessi al suo utilizzo e come possiamo proteggere la nostra saggezza umana dalle potenzialità destabilizzanti della tecnologia? La domanda rimane aperta, ma fondamentale per il futuro.